La storia che racconterò ai miei figli e che dovresti leggere anche tu

Mi hanno regalato un anello per il mio compleanno, è d’oro e ha una pietra incastonata.

Ti direi che quella pietra è verde, perché verde è il mio colore preferito. La verità è che se osservi con attenzione quella pietra assume diversi colori, infinite sfumature, in base alla luce che riflette.

Questo anello è unico e raro, perché per ogni raggio di luce che riflette mostra una sfumatura diversa.

Ho scoperto di essere come questo anello, unica e rara, esattamente come sei anche tu.

Come l’ho scoperto? Grazie al coaching.

Ho sempre pensato di non avere nulla di speciale, anzi, ho sempre pensato di essere piuttosto sfortunata per ciò che avevo vissuto, poi una persona un giorno mi disse che vedeva in me una gemma.

Quella persona era un coach, a cui io sono profondamente grata e che mi ha fatto conoscere questo mondo e mi ha fatto innamorare del coaching.

Benvenuto a un nuovo articolo, molto speciale per me, un po’ diverso dai soliti articoli più tecnici.

In questo articolo parleremo di coaching, in particolare la mia visione del coaching e il perché credo tanto in questa professione e sono convinta possa fare la differenza per te.

Per quale motivo dovresti leggere questo articolo fino alla fine?


Perché ti svelerò qualcosa su di te che tu ancora non sai, di cui io sono certa e lo farò spiegandoti, come spiegherei a mio cugino di 10 anni, cos’è il coaching per me e perché credo potrebbe fare la differenza nella vita di tutti.

Pronto per questo viaggio?



Un ragazzo di secondo liceo mi chiese di spiegargli quale fosse il mio lavoro e io gli raccontai questa storia:

“Quando andavo al liceo avevo un professore di matematica che non era molto convinto che io fossi brava, anzi, mi dava spesso voti mediocri e io ne ero mortificata.


Cercavo sempre di fare di più, di fare meglio, ma ogni volta che dovevo svolgere un esercizio mi sentivo come se ci fosse una sbarra immaginaria che mi impedisse di riuscire a farlo al meglio, facilmente e con soddisfazione.

Mi iscrissi ad Economia all’università e uno dei primi esami, propedeutici agli altri, fu matematica. Inutile dirti che rimandai quell’esame per molto, molto tempo. Lo studiai tantissimo e la prima volta presi 17, su un minimo per essere promossa di 18.

Poi incontrai una persona che mi fece conoscere la crescita personale, un metodo per studiare meglio e soprattutto il coaching.

Io ancora non lo sapevo, ma da lì a poco avrei scoperto qualcosa di me che mi avrebbe lasciata incredula.

Superai quell’esame la seconda volta che ci provai e la professoressa dell’università, una delle più severe e temute mi disse «sai, ti ho fatto alcune domande che di solito non faccio, per capire quanto potessi spingermi oltre con te. Tu sei portata per la matematica, sei nata per questa materia, vorrei tenessi in considerazione la specialistica in matematica attuariale che propongo.»

Cos’era cambiato dalla Chiara liceale alla quale il professore diceva che era mediocre e dalla quale si aspettava di più?

Attraverso il coaching mi ero posta come obiettivo riuscire a superare quell’esame, per soddisfazione, amore, fierezza, realizzazione e tantissimi altri motivi che riempirebbero una pagina.

Il coaching era stato lo strumento attraverso il quale avevo tirato fuori le modalità per affrontare quell’esame e portarlo a casa come volevo io.”

Perché ti ho raccontato questa storia? Perché sono sicura che anche tu hai un sogno, obiettivo, risultato, desiderio, chiamalo come vuoi, a cui tieni e che vorresti raggiungere.

Anzi, sono più che certa che tu ce l’abbia e che, esattamente come me all’epoca, fai resistenza ad ammettere che è più importante di quello che dici.

Superare l’esame di matematica per me fu solo uno dei risultati che raggiunsi grazie al coaching ma fu il più importante perché mi dimostrò che, contro ogni aspettativa, avevo dentro di me tutte le risorse per raggiungere qualsiasi cosa volessi, avevo solo bisogno di uno strumento funzionale che mi permettesse di tirarle fuori.

Dopo che superai l’esame presi coraggio per raggiungere risultati ancora più importanti per me, che impattavano sulla mia famiglia e sulla donna che volevo essere.

Ecco perché ho scelto di essere una coach.

Il presupposto per essere una buona coach è la totale e assoluta certezza che dentro l’altro ci siano tutte le risorse necessarie per raggiungere i risultati che vuole, esattamente come 5 anni fa il mio coach credeva che in me ci fosse una gemma.

In che modo il coaching è uno strumento che ti permette di tirare fuori le risorse che hai per sfruttarle nel raggiungimento dei tuoi risultati?

Attraverso ascolto e domande.

Lo strumento principale di un coach sono le domande.

La miglior domanda di un coach è quella di cui, il suo cliente, non conosce la risposta, perché ciò attiva un processo creativo che lo porta a trovare risposte e soluzioni a cui prima non aveva mai pensato.

L’ascolto è una delle abilità del coach fondamentali per accompagnare il cliente a scoprire le sue risorse.

Ti capita mai di ascoltare qualcuno e sapere già come risponderai, quello che replicherai o quello che secondo te è più giusto da fare nella situazione in cui si trova il tuo interlocutore?

Il coach Ascolta attivamente e soprattutto senza giudizio.

Quanto sarebbe bello aprirsi con qualcuno sapendo che verrai accettato qualsiasi cosa tu dica?

KO giudizio è una delle caratteristiche che più amo del mio lavoro.

Giudizio inteso sia nel senso di formulare un’opinione su qualcuno, di cui non conoscerai mai la storia e le motivazioni per cui agisce: ad esempio dire “quella persona è incapace”.

Giudizio inteso nel senso di avere la convinzione di possedere la soluzione giusta da offrire al tuo interlocutore: ad esempio dire “quello che dovresti fare è questo..”

Un altro pilastro su cui si basa il coaching è la presenza del risultato.

In cosa il coaching è diverso da una chiacchiera al bar?

Proprio dalla presenza di un risultato da raggiungere, soggettivo per ciascuna persona che intraprende un percorso individuale, a cui il percorso stesso è dedicato.

Il risultato si raggiunge attraverso un piano d’azione, quindi una serie di azioni concrete da compiere per raggiungerlo.

Risultato e piano d’azione sarebbero inutili senza una struttura. Compito di rispettare la struttura di una sessione, che sorregge tutto il percorso, è del professionista, che la conosce e la adatta ad ogni risultato del proprio cliente.

Io ho scelto, come professionista, di formarmi aggiungendo a questi elementi, che dovrebbero essere i fondamentali di ciascun coach (anche se purtroppo non sempre è così), altri due elementi per me fondamentali: un riconoscimento di competenze come coach professionista, rilasciato da ICF global, valido a livello internazionale e un approccio basato sulle neuroscienze.

Per quale motivo ho scelto di intraprendere un percorso che mi rilasci una credenziale?

Perché dimostra che mi sono formata e continuo a formarmi rispettando degli standard etici e delle competenze specifiche che valgono a livello internazionale.

Prova a cercare “scuole per diventare coach” online. Noterai quante scuole ci sono presso le quali potresti formarti come coach.

Da cliente, come potrei mai stare tranquilla ad affidarmi a qualcuno che è diventato coach nella scuola che ha aperto zia Pina, l’altro ieri, senza alcuna garanzia?

Avere una credenziale, in questo caso, è sinonimo di alti standard e qualità, per ottenerla vieni esaminato e devi investire continuamente sulla formazione.

Per quale motivo infine ho scelto un percorso basato sulle neuroscienze?

La disciplina delle neuroscienze studia un ampio spettro di situazioni che riguardano il sistema nervoso.

Chiunque si improvvisa coach, tuttavia è importante che, soprattutto quando si lavora a contatto con le persone, si sappia esattamente quale impatto hanno parole, azioni, gesti e qualsiasi altro tipo di variabile sui clienti che ci scelgono.

Per chi è il coaching?

Per chi non sa come fare a raggiungere un risultato ma sa che è disposto a fare le azioni necessarie per conquistarlo.

Quali sono le ragioni per affidarsi a un coach professionista?

Per ottenere risultati più rapidamente, per comprendere quale direzione prendere nel lavoro o nella vita personale, per avere più chiarezza di fronte alle scelte, per ottenere equilibrio tra vita privata e professionale, per individuare le proprie potenzialità e imparare a sfruttarle pienamente.

Se credi di trovarti in un momento come quello in cui si è trovata la Chiara di 5 anni fa, in cui voleva raggiungere un risultato ma sembrava ci fosse una forza oscura a limitarla, contattami.

Insieme scopriremo il percorso più adatto a te per attuare la tua evoluzione, dimostrando a te stesso che sei una gemma e che hai dentro di te tutte le risorse per prenderti quello che vuoi, anche se, ad oggi ci credi poco: ci sono io a crederci per te.

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